Itinerario alpino di grande continuità e valore paesaggistico, che collega Gerola Alta e Introbio attraversando tre vallate – Val Gerola, Val Varrone e Val Biandino – e superando i valichi storici del Boc del Rat e della Bocchetta di Trona. Il percorso si sviluppa lungo un articolato sistema di strade agro-silvo-pastorali, mulattiere militari e sentieri d’alta quota, inseriti nel contesto delle infrastrutture della Prima Guerra Mondiale e delle antiche attività minerarie alpine. L’itinerario principale è pensato per una fruizione escursionistica avanzata e MTB/e-MTB esperta, con lunghi tratti pedalabili alternati a settori più tecnici, soprattutto in prossimità dei valichi. La completa integrazione del tracciato consentirà il collegamento con i percorsi già presenti sulla WebApp Alto Lago Como Bike, creando una rete coerente di itinerari cicloturistici e storici di grande interesse. Da Gerola Alta si risale inizialmente verso il Lago di Trona seguendo strade agro-silvo-pastorali semi-bitumate e sterrate. Le pendenze, talvolta sostenute, accompagnano progressivamente in quota, fino a intercettare il tracciato che conduce alla Bocchetta di Trona (2.093 m). Il sentiero di salita, caratterizzato da ampi tornanti e fondo regolare, risulta in gran parte pedalabile anche in e-MTB, pur richiedendo un buon livello di preparazione. Alla Bocchetta di Trona, punto più elevato dell’itinerario, si incontrano le strutture dell’ex caserma della Linea Cadorna, oggi trasformata in cappella commemorativa: un importante punto di sosta e osservazione panoramica. Dal valico si scende lungo la storica mulattiera militare che corre ai piedi del Pizzo dei Tre Signori, in direzione del Rifugio Casera Vecchia di Varrone. Questo tratto, iconico e di grande bellezza, presenta una discesa tecnica e impegnativa, che può mettere alla prova anche i rider più esperti, soprattutto per pendenza e fondo irregolare. Dall’Alpe Varrone si perde leggermente quota in direzione di Premana, fino a imboccare sulla destra un sentiero in mezza costa che attraversa ambienti boschivi con lunghi saliscendi, puntando verso Artino e i Laghitt. Da questo punto il percorso assume un carattere più tecnico: il sentiero richiede buona capacità di guida, soprattutto nei tratti in salita e nei passaggi più stretti. Il contesto naturale è di grande pregio, con estesi boschi di faggio, pino e larice, che accompagnano la progressione fino all’Alpe Artino. Dall’alpeggio è possibile proseguire in costa fino alla Malga Alpe Artino, ideale per una sosta, oppure deviare a sinistra e affrontare la salita finale su sentiero. In questa sezione è consigliato disporre di adeguate scorte d’acqua, poiché i punti di rifornimento sono limitati. Superati una serie di tornanti in salita, si raggiunge il Laghetto degli Asini e quindi la località dei Laghitt, straordinario balcone panoramico con vista sulla Cresta di Biandino. Da qui si aprono ulteriori possibilità di collegamento verso la Val Biandino, il Pizzo dei Tre Signori o i Piani delle Betulle, seguendo la cresta verso il Larice Bruciato e il Cimone di Margno. L’itinerario prosegue quindi in discesa verso sud-ovest, imboccando un sentiero che dalla Sponda di Biandino scende nella valle omonima. La presenza di numerosi rifugi lungo questo tratto consente soste intermedie prima di affrontare l’ultima parte del percorso. Il rientro verso Introbio avviene lungo la strada della Val Biandino, ampia e comoda strada agro-silvo-pastorale, quasi interamente cementata, che garantisce una discesa fluida e sicura fino al fondovalle, chiudendo un itinerario lungo, vario e di grande valore alpino.
