Itinerario di grande respiro alpino, lungo e impegnativo, che attraversa il massiccio del Monte Legnone collegando la Valtellina alla Valvarrone. Il percorso si sviluppa lungo mulattiere e strade militari realizzate durante la Prima Guerra Mondiale, immerse in un ambiente severo e spettacolare, ed è rivolto a escursionisti esperti e a ciclisti molto allenati, consapevoli delle difficoltà tecniche e fisiche dei tratti d’alta quota. Il tracciato prende avvio da Delebio, risalendo la Val Lesina, prima valle orobica all’ingresso della Valtellina. La salita segue strade silvo-pastorali e antiche mulattiere, toccando gli abitati di Ossiccio di Sotto, Ossiccio di Sopra, Canargo e Piazza Calda, per poi proseguire con lunghi diagonali sotto la cresta settentrionale del Legnone. Raggiunta Corte della Galida (Pansun), il percorso entra definitivamente nell’ambiente d’alta quota. Da qui si prosegue verso l’Alpe Cappello, attraversando ampi pascoli panoramici che aprono lo sguardo sulle Orobie e sulla Val Lesina, quindi si continua fino all’Alpe Legnone, dove sorge il Rifugio Legnone (1.696 m), collocato su un vasto terrazzo erboso dominato da una grande croce lignea. Il rifugio rappresenta un nodo strategico dell’itinerario: punto di sosta e pernottamento, ma anche snodo fondamentale dei collegamenti d’alta quota tra i versanti valtellinese e lariano. Dal Rifugio Legnone è possibile proseguire verso il Rifugio Scoggione, seguendo le storiche infrastrutture militari che attraversano pascoli e pendii in quota. Questo collegamento, adattato per agevolare il transito delle MTB, consente la creazione di itinerari ad anello di grande pregio paesaggistico. Dallo Scoggione e dalla Baita del Lago si sale quindi in direzione del Monte Colombano (2.008 m), importante belvedere naturale e punto di raccordo dei percorsi militari. Da qui ha inizio l’attraversata principale del massiccio del Legnone da nord a sud, che conduce progressivamente verso le quote più elevate. Il percorso raggiunge la Bocchetta del Legnone (circa 2.395 m), punto culminante dell’itinerario e valico naturale tra Valtellina e Valvarrone. Questo tratto, lungo e severo, rappresenta la parte più impegnativa del tracciato, con lunghi settori esposti e passaggi che richiedono grande attenzione e, per l’utenza MTB, tratti da affrontare obbligatoriamente a spinta con la bici a mano. Il transito in quota risulta infatti limitato dall’esposizione dei sentieri, dalle pendenze e dalla presenza di tornanti stretti; particolare cautela è richiesta nel tratto sommitale che attraversa la Forcella Alta di Legnone fino al Matok del Petóo (2.305 m). Dal valico si passa infine sul versante meridionale, iniziando la discesa verso la Valvarrone, inizialmente tecnica ed esposta, poi via via più scorrevole lungo le mulattiere storiche. Passando dal Rifugio Griera e attraverso alpeggi e boschi, si perde progressivamente quota fino a raggiungere la Strada Provinciale 67 e il borgo di Pagnona, punto terminale dell’itinerario principale.
