L’itinerario T.0.3. si sviluppa lungo la storica mulattiera militare della Valle di Fraina, collegando Premana alla Bocchetta di Stavello, antico valico tra le province di Lecco e Sondrio. Il percorso si inserisce nel sistema delle infrastrutture della Prima Guerra Mondiale e rappresenta uno dei più significativi accessi in quota dal versante lecchese verso il crinale alpino. Il percorso principale collega Premana con Gerola Alta attraverso la Bocchetta di Stavello; tuttavia, la percorribilità in MTB ed e-MTB è limitata prevalentemente al versante lecchese. Le caratteristiche del sentiero sommitale e del versante valtellinese non consentono infatti un collegamento ciclabile continuo tra le due valli, rendendo il tratto di crinale adatto quasi esclusivamente all’utenza escursionistica. Sul versante valtellinese, la percorrenza ciclabile è possibile fino al Rifugio Alpe Stavello, oltre il quale la discesa presenta difficoltà tecniche ed esposizioni non compatibili con una fruizione MTB diffusa.
Da Premana, il tracciato prende avvio dal centro abitato e si dirige verso il margine orientale del paese. In corrispondenza del tornante tra Via Prealpi e Via Risorgimento inizia la risalita lungo la mulattiera della Val Fraina. Il primo tratto si sviluppa su fondo asfaltato con pendenze contenute, per poi trasformarsi progressivamente in sterrato, con ampi tratti cementati e un rapido incremento del dislivello. Nonostante l’aumento della pendenza, il fondo resta generalmente regolare e la salita risulta in gran parte pedalabile.
Nei primi 6–7 km il percorso attraversa l’Alpe Rasga, passa a valle dell’Alpe Caprecolo e raggiunge l’Alpe Fraina (1.393 m), punto chiave dell’itinerario. Da qui si prosegue per circa 200 metri verso est lungo la mulattiera militare, fino a una biforcazione che separa i collegamenti verso le fortificazioni della Bocchetta di Colombana (direzione sud) e della Bocchetta di Stavello (direzione nord). L’itinerario principale prosegue verso nord, attraversa il torrente e affronta il tratto più impegnativo e suggestivo della salita.
La mulattiera militare della Grande Guerra sale con sviluppo regolare per circa 5 km, superando 800 metri di dislivello attraverso 41 tornanti, fino a raggiungere la Bocchetta di Stavello a quota 2.202 m. Le pendenze, con una media attorno al 16%, e la larghezza del tracciato rendono il percorso in larga parte ciclabile, ma in alcuni passaggi – per esposizione e difficoltà ambientali – è necessario procedere a spinta con la bici a mano. Questo segmento è quindi riservato a ciclo-escursionisti ed e-MTB rider esperti, consapevoli delle condizioni d’alta quota. Giunti alla Bocchetta di Stavello, si incontrano importanti testimonianze della Linea Cadorna, con opere militari distribuite lungo il crinale che conduce al Monte Rotondo. Per l’utenza MTB, il rientro consigliato dal versante lecchese avviene lungo lo stesso itinerario di salita, che richiede notevoli capacità tecniche in discesa a causa della pendenza e del fondo irregolare.
Dal valico è inoltre possibile scendere verso il Rifugio Alpe Stavello lungo sentieri lastricati e tratti rocciosi: questo segmento, lungo e severo, rappresenta la parte più impegnativa dell’intero tracciato. L’esposizione, le pendenze elevate e i tornanti stretti limitano fortemente la percorribilità MTB, imponendo in più punti il trasporto a mano del mezzo. Presso il rifugio è possibile sostare e, per le e-MTB, effettuare un’eventuale ricarica.
Dal Rifugio Alpe Stavello la discesa verso Gerola Alta prosegue lungo una rete di sentieri, mulattiere storiche e strade agro-silvo-pastorali, passando dall’Alpe Colombana, Laveggiolo e dal piccolo borgo di Castello. Questo tratto, pur suggestivo, è da considerarsi complementare e con caratteristiche più escursionistiche, da affrontare con attenzione e solo da utenti con adeguata esperienza.
